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Adolfo Kaminsky: Chimica, Inchiostri e Fotografia!


"Il calcolo è facile. In un'ora faccio 30 carte false. Se dormo un'ora, 30 persone moriranno".

Da ogni documento dipendeva la vita o la morte di un essere umano...


Adolfo Kaminsky è stato un maestro falsificatore di documenti il ​​cui lavoro ha salvato più di 14.000 ebrei durante la seconda guerra mondiale.


Nato nel 1925 in Argentina da famiglia ebrea russa, cresciuto in Normandia, si

è specializzato nella fabbricazione di carta falsa durante l'occupazione.

Dopo l'invasione tedesca della Francia, durante la quale sua madre fu uccisa dai nazisti, si unì alla Resistenza e lavorò in un laboratorio clandestino a Parigi, falsificando documenti d'identità per ebrei e altri ricercati dai nazisti.


Dopo la seconda guerra mondiale si impegnò a favore della decolonizzazione e continuò per trent'anni la sua "arte" clandestina, per vari movimenti di liberazione, soprattutto in Algeria e nel resto del continente africano, e per le popolazioni oppresse dalle dittature nel Sud America. Appoggia gli antifranchisti spagnoli e i greci che lottano contro la dittatura militare.


"Ho falsificato documenti per disertori americani che non volevano andare alla guerra del Vietnam."


Nel 1971 produce il suo ultimo documento falso, ponendo definitivamente fine a questa attività. Professione esercitata rimanendo sempre fedele alle proprie convinzioni umanitarie e libertarie. Proprio questo elemento rende la vita di Adolfo Kaminsky degna di essere raccontata e ripercorsa. Le sue azioni illegali infatti non seguono la logica del mero profitto personale, ma sono messe in moto dalla propria sensibilità verso quanti vengono privati di diritti e libertà.


“Lavoravo come fotografo professionista e tecnico. Per gli studi Harcourt e per i grandi scenografi... non ho mai accettato soldi per documenti falsi. Ci sono molte cose che ho rifiutato. La mia battaglia è l'indipendenza dell'essere umano. »


Nel dopoguerra Adolfo Kaminsky fotografò Parigi, i suoi piccoli commerci, le sue strade deserte che oggi non esistono più...

Quello che gli interessa è il "popolare", dal mercatino delle pulci di Saint-Ouen alle luci al neon di Pigalle, oppure la pioggia notturna e i passeggini sulle rive della Senna. I suoi scatti si fondono con la ricerca della verità e la semplicità degli sguardi. Lascia un archivio di migliaia negativi che non ha mai stampato, per mancanza di tempo e denaro.


All rights reserved © Adolfo Kaminsky




Adolfo Kaminsky (Buenos Aires, 1º ottobre 1925 – Parigi, 9 gennaio 2023)










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